Onoriamo gli Eroi, custodiamo il Fuoco.
A cento anni esatti dalla nascita dei Fasci Italiani di Combattimento, non è il nostalgismo a coglierci, non siamo stati presi da un attacco di torcicollo.

Proseguiamo questa marcia. Consapevoli che l’eroismo di chi ha donato la propria vita ad un’Idea superiore, sacra, sconfigge le barriere del tempo. Se non ci ricollegassimo a loro come potrebbe proseguire questa marcia, che oggi, invece prosegue inesorabile?

Alla testimonianza di Stelvio e di Ferdinando Signorelli, di cui abbiamo accolto le parole di fede e di lotta devotamente sull’attenti, è seguita la deposizione di rose di fronte alle lapidi commemorative dei nostri caduti ed un corona di allora, simbolo di vittoria. I nostri cuori sono poi stati elevati dai nostri canti, tra cui l’Inno a Roma e l’inno delle Brigate Nere, prima di inquadrarci ancora e, dopo aver salutato gli Eroi, ripartire alla volta di Roma.

Dopo questo intenso viaggio fra Pensiero e Azione è stata la volta del commiato e della consegna di Stelvio Dal Piaz, che ha concluso la conferenza con un monito di lotta e di vittoria. E come fiamma che accende fiamma, ricollegandoci ad uno degli ultimi combattenti della RSI, abbiamo concluso una giornata “in trincea”.
A fine serata, sulle note de La Vecchia Sezione, con goliardica compostezza, abbiamo ripercorso in musica la nostra storia, consapevoli che solo chi ha il cuore puro può cantare come ci ha insegnato il Capitano Codreanu.
Ci salutiamo, dopo una giornata intensa e piena. Consapevoli che la rivoluzione che abbiamo in vista non ha limiti, nè di spazio nè di tempo, ma è rivoluzione permanente di anime in marcia.
In alto i cuori!